AI – “Goods and bads” di un agente indipendente creato dall’uomo.

Potenziali positivi e negativi per l’ambiente, l’aumento delle emissioni, del consumo d’acqua,
la scelta di fonti di produzione energetica e la gestione migliorabile della rete elettrica.

L’intelligenza artificiale (che si può definire come simulazione dei processi dell’intelligenza umana da parte dei sistemi informatici), sta diventando una delle innovazioni e degli elementi più importanti, invadenti, promettenti e allo stesso tempo preoccupanti dei nostri tempi.

Per cercare di identificare meglio il dualismo dell’AI abbiamo visitato Flink Forward (https://www.flink-forward.org/).

Un evento sullo streaming di dati che consente ai professionisti dell’AI di incontrarsi e di confrontarsi.

Tra loro abbiamo intervistato Jaime Lopez, un esperto ingegnere elettronico, con formazione anche in Statistica e data science all’ MIT e che ha lavorato per decenni nel settore dell’energia. Attualmente è Responsabile Marketing della società Ververica, (https://www.ververica.com/)  piattaforma che produce Open Source Software AI e streaming per banche, istituzioni, imprese.

THE GOOD:

Abbiamo iniziato con gli aspetti positivi e i miglioramenti che l’AI apporta…tra questi:

La rete elettrica può essere gestita molto meglio grazie all’AI. Per esempio possono essere progettati sistemi elettrici, possono essere prevenuti problemi di sbilanciamento della rete e di approvvigionamento da diverse fonti di produzione.

L’utilizzo di acqua di raffreddamento può essere ottimizzato negli impianti che ne hanno bisogno, così come il design di impianti di desalinizzazione possono appoggiarsi sull’aiuto dell’AI.

La pesca illegale può essere meglio contrastata con il monitoraggio di pescherecci che spengono i transponder quando pescano in zone in cui non dovrebbero.

Lo stoccaggio e la logistica degli ordini e delle consegne di cibo (container, ristoranti, GDO etc.), può essere un processo ottimizzato e si può ridurre lo spreco.

Le dinamiche dei prezzi possono essere gestite con migliore attenzione, velocità ed efficienza nell’ottica delle imprese (ad esempio abbassare i prezzi di posti aereo non venduti).

Esistono progetti di IBM che usano l’AI per calcolare e mitigare i rischi climatici e rendere più efficienti le piantagioni in Africa, America Latina.

Le varie trasformazioni dell’economia circolare possono giovarsi del contributo dell’AI.

Gli aspetti potenzialmente negativi sono stati segnalati da molte persone, tra cui il noto intellettuale Yuval Noah Harari, che ha definito l’AI non uno strumento, ma un agente indipendente.

Cioè un’entità, una volta istruita, e a seconda del tipo di “missione” a cui è stata formata, è in grado di prendere decisioni indipendenti dall’uomo, inventare nuove idee, sorprenderci e fare cose anche contro la nostra volontà.

Allo stesso tempo, Harari, considera l’AI come un nostro competitor che può battere l’intelligenza umana, essendo l’AI stessa composta da molti “agenti” indipendenti su cui si sta investendo moltissimo, e che competono tra di loro.

THE BAD:

L’intelligenza artificiale può apprendere anche come mentire, dal nostro esempio. L’armamento progressivo dei vari Paesi che hanno paura di rimanere indietro rispetto a potenze nemiche, è un esempio di attività che non facilita la pace, anche se l’uomo desidera la pace.

L’AI può avere caratteristiche e scopi diversi (ad es. l’AI predittiva può fare previsioni basate sui dati, quella generativa può produrre codici, articoli, immagini, la AI reattiva è disegnata per reagire a determinati stimoli con azioni predeterminate, etc.), e gradi di evoluzione che si avvicinano all’umano, o superano alcune capacità dell’intelligenza umana innata (l’AI Generale o Strong AI può capire, imparare, e applicare conoscenze, come l’intelligenza umana.

Sempre secondo Harari, l’uomo dovrebbe risolvere i propri problemi senza l’AI e recuperare la fiducia tra i propri simili, perché l’AI stessa non può “imparare” la fiducia reciproca tra gli uomini se gli esempi che l’AI vede sono quelli di uomini che si fanno la guerra e che si riarmano per paura di rimanere con un arsenale inferiore al possibile avversario di oggi o di domani.

Questi sono temi sia tecnologici che etici, ma ci sono anche altri aspetti che rendono l’AI pericolosa economicamente (per esempio concentrare su di sé tantissimo capitale che non viene più investito in altri ambiti utili).

Tra gli aspetti negativi delle conseguenze di una non oculato sviluppo dell’AI, ci sono quelli ecologici.

THE UGLY

Il Wall Street Journal segue con attenzione il tema dell’abnorme fabbisogno energetico e di acqua dei data Center che sono necessari per le attività dell’AI (ad esempio in North Virginia), sproporzionato rispetto alla disponibilità di energia elettrica nell’immediato.

Un solo data center può consumare tanta energia quanto 1.000 punti Wal Mart. C’è anche il tema del LLM (Large Language Model, cioè un tipo di AI allenata su molti dati testuali per capire e generare testi che sembrino scritti da umani. Al punto che IBM ed altre aziende stanno fornendo modelli specializzati più efficienti e meno energivori. E Jeff Bezos (Amazon), ha già menzionato che si potrebbe ipotizzare di collocare nello spazio i data center (dove il raffreddamento è gratis).

Per questo molti Data Center negli USA si stanno attrezzando e cercano di finanziarsi e costruirsi le loro centrali di produzione ricadendo però quasi sempre sul gas o sul carbone come fonte primaria.

Questa contromisura anche detta “Bring your own power” di fatto aumenta di molto le emissioni di gas clima-alteranti. Ad esempio in West Texas, è in costruzione una centrale a gas come parte di un progetto gigantesco di OpenAI e Oracle. Altre centrali a gas (Colossus 1 e 2), sono in funzione per i data center di Elon Musk in Memphis.

Altro esempio di questo aumento esponenziale del consumo di energia viene dai piani di Alphabet (proprietaria di Google) che lo scorso 23 luglio ha dichiarato che aumenterà le proprie spese per il data centers che hanno bisogno di più energia. Qualcosa di analogo farà Meta con un grappolo di data centers in Louisiana.

Uno studio del 2023 dellaLawrence Berkeley National Laboratory (https://newscenter.lbl.gov/2025/01/15/berkeley-lab-report-evaluates-increase-in-electricity-demand-from-data-centers/), riporta che i Data centers consumavano nel 2023 circa il 4.4% del totale dell’elettricità consumata negli U.S.A. e che in funzione della crescita del resto dell’economia, ci si aspetta che possano arrivare a consumare tra il 6,7% e il 12% del totale da qui al 2028.

Si è già passati da 58 TWh nel 2014 a 176 TWh in 2023 si suppone di passare da un minimo di 325 a un massimo 580 TWh entro il 2028.

C’è inoltre da considerare che la tipologia dei data centers adottata per l’AI progredisce verso quella più performante e energivora, come ben descritto da questo grafico del report sull’uso dell’energia per i data center del 2024.

SCENARIO DI DIFFUSIONE DELLE VARIE TIPOLOGIE DI SERVER

Gli “AI Accelereted servers” fanno parte delle categorie Hyperscale o Large Scale 

e usano sistemi di raffreddamento misto ad acqua e ad aria condizionata.

Alla fine dei conti l’aumento di elettricità necessaria è in grandissima parte generato dai Data Center dedicati all’AI (Servers AI Specialized).

L’aumento massiccio del consumo di acqua necessari per contribuire al raffreddamento dei data center è altrettanto critico e spesso sottovalutato. 

Fare un paio di ricerche su Google può mediamente consumare circa mezzo millilitro d’acqua. Farne da 5 a 50 con l’AI può consumare mezzo litro d’acqua. Dunque sarebbe opportuno rivolgersi più ad una query tradizionale che ad una supportata dall’AI dal punto di vista della sostenibilità ambientale. E questo vale ovviamente per tutto il mondo, Europa compresa. Ci sono inoltre dei costi di salute derivanti dalla vicinanza ai data center per via delle emissioni di particolato, e di ossido d’azoto e diossido di zolfo.  

Secondo uno studio dell’Università Riverside della California, la domanda mondiale dell’AI potrebbe portare nel 2027 ad un utilizzo di acqua (presa da bacini del sottosuolo o della superficie), tra i 4,2 e i 6,6 miliardi di metri cubi (come il “water withdrawal” annuo di metà della Gran Bretagna).

L’utilizzo d’acqua per l’ AI ha sostanzialmente 3 funzioni:

1) raffreddamento dei data center (attraverso cooling towers interne al sito, o dispersione del calore assistita dall’ evaporazione dell’acqua, fuori dai data center)

2) necessaria per la generazione di elettricità

3) Produzione di chip e manutenzione dei server con acqua pura.

La variabilità del consumo d’acqua è fortemente condizionato dalle temperature esterne (secondo lo studio ” Making AI Less “Thirsty”: Uncovering and Addressing the Secret Water Footprint of AI Models” dei ricercatori dell’ University of California, Riverside e della University of texas at Arlington”), 

Purtroppo per quanto riguarda l’elettricità, nonostante la crescita di fotovoltaico ed eolico (ora frenate dall’amministrazione Trump) per la gran parte, negli USA, viene da impianti termoelettrici che emettono GHG e usano molta acqua. 

Negli altri Paesi ovviamente dipende sia dal mix energetico, che dalle scelte specifiche del proprietario del data center, che può dotarsi di impianti di energia rinnovabile per andare almeno parzialmente in autoconsumo e mitigare il suo impatto ambientale negativo.

Purtroppo per quanto riguarda l’elettricità, nonostante la crescita di fotovoltaico ed eolico (ora frenate dall’amministrazione Trump) per la gran parte, negli USA, viene da impianti termoelettrici che emettono GHG e usano molta acqua. Negli altri Paesi ovviamente dipende sia dal mix energetico, che dalle scelte specifiche del proprietario del data center, che può dotarsi di impianti di energia rinnovabile per mitigare il suo impatto ambientale negativo.

Pochi giorni dopo l’insediamento, il 23 gennaio 2025, Trump ha pubblicato l’Executive Order 14179 dal titolo “Removing Barriers to American Leadership in Artificial Intelligence”.

Un brano indicativo di questo Ordine è il seguente: “The United States has long been at the forefront of artificial intelligence (AI) innovation…..To maintain this leadership, we must develop AI systems that are free from ideological bias or engineered social agendas.”

Quando si accusa di ideologia qualche sacrosanta regola a protezione dell’ambiente, o perfino qualche generica indicazione di adottare restrizioni e cautele necessarie alla salvaguardia ambientale, di solito ci si prepara a calpestare la scienza e i suoi avvertimenti, e in ultima analisi si minimizzano e ignorano le conseguenze negative.

Conseguenze che ricadono sui cittadini che poi sono anche gli elettori, favorevoli o contrari, consapevoli o inconsapevoli.

Questo Executive Order revocava il precedente “Executive Order on Safe, Secure, and Trustworthy Development and Use of Artificial Intelligence” firmato da Biden il 30 Ottobre 2023.

Pochi mesi dopo, lo scorso 23 luglio 2025, veniva pubblicato dalla nuova amministrazione il piano di azione “Winning the race – American’s AI action plan”.

Nel titolo e nell’introduzione c’è una parte del contenuto: “it is a national security imperative for the United States to achieve and maintain unquestioned and unchallenged global technological dominance.”

Il dominio nel campo dell’AI significa investimenti, data centers a molti processori, enorme consumo di energia, enorme consumo d’acqua.

In un quadro in cui la nuova amministrazione americana sta ostacolando nuovi progetti solari ed eolici quando non proprio cancellando quelli già parzialmente autorizzati, la quota di fonti fossili e di emissioni di GHG sono purtroppo in aumento notevole negli USA. Ma non per questo tutti gli americani sono d’accordo (e non tutti capiscono a fondo il danno ambientale che ne consegue).

Molti stati penalizzati nella loro transizione ecologica e nella realizzazione di progetti di energia rinnovabile hanno reagito per vie legali contro queste decisioni.

E infatti vari contenziosi sono stati aperti dagli stati dell’Arizona, del Nevada, della California (ma anche del Maryland, Colorado, Connecticut, Hawaii, Illinois, Kentucky, Maine, Massachusetts, Michigan, Minnesota, Nevada, New Jersey, New Mexico, New York, North Carolina, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, Vermont, Washington and Wisconsin, e la città di Washington DC.).

Dunque l’incremento di energia necessaria per l’AI per ora viene colmata soprattutto con un ricorso a fonti di energia fossili.

Le emissioni di GHG aumenteranno soprattutto se non verranno considerati in anticipo gli effetti inquinanti di un aumento di produzione di energia così imponente, a cui si va ad aggiungere quella che sarà necessaria per le attività di mining delle cripto valute (più elevata in caso di un prezzo in crescita dei Bitcoin).

AI: Parte della soluzione e parte del problema.

Ogni innovazione tecnologica può essere usata bene o male, ma in questo caso anche la modalità con cui la si alimenta energeticamente può essere una scelta politica illuminata ed ecologica o controproducente e inquinante. Al momento avremmo bisogno, a livello globale, non solo negli USA, di politici più ambientalisti e lungimiranti.

Tra questi, in Europa spicca lo spagnolo Sanchez, attuale presidente del consiglio che ha rilanciato le rinnovabili e rimediato al boicottaggio di alcuni suoi predecessori. Il governo a guida PSOE, infatti, eliminò “el impuesto al sol”, (imposta dal Partido Popular di Mariano Rajoy il Real Decreto 900/2015). Questa tassa si applicava a tutti i consumatori che producevano energia con impianti fotovoltaici superiori a 10 kWp, scoraggiando l’autoconsumo e dando l’idea che il fotovoltaico fosse qualcosa da proibire e penalizzare (come sta facendo Trump). Per non parlare del taglio retroattivo agli incentivi al fotovoltaico esercitati dal governo Aznar.

Durante gli ultimi anni, il governo spagnolo in carica ha favorito l’energia solare, e la quota di rinnovabili è aumentata rapidissimamente, le bollette dell’elettricità sono calate.

Lo studio del Banco de España calcola che le energie rinnovabili ridurranno il prezzo dell’elettricità alla metà da qui al 2030 se la Spagna è capace di rispettare il proprio PNIEC e se il prezzo del gas rimane nel trend attuale.

Al momento l’effetto combinato della crescita di eolico e fotovoltaico mostra una riduzione di prezzi per il cittadino, che è più che proporzionale, e che comporta una diminuzione del ricorso al gas.

Approccio antropocentrico: I negazionisti climatici e i menefreghisti ambientali (e qui gli esempi sarebbero purtroppo molti sia in Italia che all’estero), quando arrivano al potere perpetuano un danno per i cittadini, per l’ambiente, l’economia, in molti casi determinano un aumento  delle bollette, e in poche parole… ne pagano le conseguenze oggi le generazioni presenti e domani quelle future di cittadini.

Approccio eco-centrico: Ne soffriranno gli effetti disastrosi, senza aver diritto neanche di voto, la fauna e la flora, la biodiversità, l’atmosfera, la conservazione degli oceani, dei fiumi, delle foreste, e quel che resta delle coste e delle montagne….

E ritornando all’antropocentrico…:

L’economia pagherà anche un prezzo molto più caro di quello che le toccherebbe se si prendessero strade diverse dal business as usual.

Il famoso Rapporto Stern (Stern Review), del 2006, è ancora valido seppure forse perfino ottimista:

 “The costs of stabilising the climate are significant but manageable; delay would be dangerous and much more costly;“.

Le politiche ambientali possono essere affrontate con energie positive (rinnovabili), o negative (fossili)…dipende dal governo, dal Presidente, dalla coalizione eletta.

Bisognerebbe approfondire e conoscere meglio i programmi dei vari partiti sulle tematiche ambientali, prima di votare.

Francesco Campus
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